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 ALEXEI PARSHIN ORGANO 

In collaborazione con il Concorso Organistico Internazionale Marcello Galanti

Date: 06-10-2008
Place: Chiesa S. Chiara - Rimini

Programma

Buxtehude
Preludio in Sol Minore BUXWV 149
Bach Corale "Nun komm, der Heiden Heiland" BWV 659
Corrette Magnificat in A Major
Berezovsky Grave dalla Sonata per Violino (trascrizione per Organo di A. Parshin)
Bortniansky Concerto in Re Maggiore (trascrizione per Organo di A. Parshin)
Franck Offertoire sur des Noёls
Gigout Minuetto e Toccata


“L'organo, da sempre e con buona ragione, viene qualificato come il re degli strumenti musicali, perché riprende tutti i suoni della creazione e dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani, dalla gioia alla tristezza, dalla lode fino al lamento. Inoltre, trascendendo come ogni musica di qualità la sfera semplicemente umana, rimanda al divino. La grande varietà dei timbri dell'organo, dal piano fino al fortissimo travolgente, ne fa uno strumento superiore a tutti gli altri. Esso è in grado di dare risonanza a tutti gli ambiti dell'esistenza umana. Le molteplici possibilità dell'organo ci ricordano in qualche modo l'immensità e la magnificenza di Dio.”Queste poche ma significative parole di Benedetto XVI pronunciate durante l’inaugurazione di un nuovo organo in Germania riflettono in pieno la magnificenza e la potenza espressiva di uno strumento che ha un’antichissima tradizione. Alexei Parshin nel concerto di questa sera ci propone un viaggio temporale attraverso tre secoli di letteratura organistica. Il primo brano in programma è il Preludio in Sol minore, BUXWV 149 di Dietrich Buxtehude. Questo sofisticata opera ci suggerisce che si tratta di uno dei suoi ultimi pezzi per organo, probabilmente ancora in cantiere durante la visita di Bach all’autore. E’ un preludio abbastanza inusuale per diversi motivi: la sezione d’apertura, molto libera, è costruita su un tema al pedale tale da combinare una figurazione improvvisata con una tecnica di “ostinato”. La prima fuga è l’unica sezione in “stile-ricercare” di tutto i preludi di Buxtehude. La seconda fuga è una delle più belle composte dall’autore, una cosiddetta “fuga patetica” con un uso intenso ed espressivo dell’armonia. E’ stuzzicante pensare che il giovane Bach possa aver sentito Buxtehude mentre componeva questo nobile lavoro! La fama di J.S. Bach in qualità di valente organista era ben conosciuta mentre era ancora in vita. L’organo era uno strumento essenziale nell’ambito della liturgia Luterana; era infatti usato per suonare brani prima e dopo la Messa, per suonare Corali, Inni e per accompagnare altre opere come le Cantate e le Passioni. Il “Kantor” doveva essere musicista e compositore, responsabile per la composizione e l’esecuzione di pezzi sacri ma, soprattutto, le sue doti come organista erano considerate fondamentali. La musica per organo di Bach spazia tra il maestoso e l’intimo, dai grandiosi lavori che usano lo strumento al limite delle possibilità sino a semplici brani meditativi che ispirano emozione e pietà. Il Corale Nun komm, der Heiden Heiland, BWV 659 rappresenta in pieno il lato meditativo dell’autore. E’ una conosciuta composizione che non usa la potenza sonora per esprimere profonda emozione ma al contrario affascina per la sua semplicità nell’accompagnare il canto del corale con sottili e malinconiche melodie. La produzione musicale di Michel Corrette testimonia, per quantità e qualità, la grandezza di questo esponente della musica francese dei secoli d'oro. Egli si dedicò a tutti i generi musicali, dalla musica per teatro comico ai Mottetti Vocali, dalla musica per clavicembalo ai Concerti per Organo ed orchestra, dai Concerti di Natale ai Magnificat, dalle opere teoriche e propedeutiche alle opere "Rivoluzionarie", dimostrando un'ispirazione ed una fantasia inesauribili. Tutta la sua produzione è caratterizzata da un continuo ed incessante riferimento alla musica popolare o, per meglio dire, a quella musica che coglieva nelle canzoni popolari la sua ispirazione. Pur rimanendo saldamente ancorato alla forma tradizionale, Corrette inserisce in queste opere alcune novità che lo distaccano sensibilmente dagli altri autori dell'epoca. Egli inserisce infatti diverse novità di carattere timbrico, inserendo le "Musettes", (è il caso di questo Magnificat in La Maggiore) cioè l'imitazione degli omonimi strumenti popolari molto in voga in quel tempo, così come non disdegna di stupire talvolta l'ascoltatore con gli effetti di "Tonnerre", realizzati con la tecnica dei clusters (che aveva già impiegato in alcuni brani per clavicembalo). Analogamente, egli comincia a modificare le tavolozze timbriche degli amalgami fino ad allora utilizzati. E' lui, infatti, che comincia a rendere più "robusto" l'insieme delle Voix Humaines, così come molto spesso basa i suoi brani esclusivamente sui registri di Flauto, denominandoli "Concertos de Flutes", oppure affianca agli insiemi delle Ance anche i registri di fondo, cosa fino ad allora molto rara. Ma anche formalmente egli trova alcune strade innovative. Michel Corrette si rivela, quindi, come un musicista interessantissimo e ricco di sorprese, e mano a mano che si conosce ed apprezza la sua figura e la sua opera ci si rende conto di quanta importanza egli abbia avuto nel panorama musicale francese del Settecento. Sicuramente egli fu, musicalmente ed umanamente parlando, forse il più "popolare" tra i musicisti "aristocratici" di Francia e l'opera di riscoperta e valorizzazione della sua produzione, che da qualche decennio è in corso non solo in Francia, ci sta facendo riscoprire e gustare una musica sempre gradevolissima, pervasa da un brio e da un'originalità che la rendono particolarmente adatta a rappresentare la sua epoca al pari, e talvolta forse anche più, di quella di tanti altri autori di quel periodo più famosi e celebrati. La prima trascrizione di Alexei Parshin è tratta dal Secondo Movimento, Grave, della Sonata in Do Maggiore per Violino e Basso Continuo di Maxim Sozontovich Berezovsky. Questo compositore ucraino, poco conosciuto in Italia e vissuto a cavallo della seconda metà del XVIII secolo, era molto attivo in Russia come cantante. Studiò anche a Bologna con padre Martini dove ottenne un discreto successo con l’opera Demfoonte. Una volta tornato in patria si dedicò alla musica sacra, con composizioni in stile italiano di buona fattura, che però non ebbero fortuna. La vita di Dmitrij Stepanovitj Bortnjanskij, sebbene sia vissuto molto di più del suo compatriota ucraino, presenta molti aspetti simili a quella di Berezovsky. Venuto a studiare in Italia con Galuppi, scrisse alcune opere nella tradizione Italiana dell’opera seria. Ritornato poi in Russia fu nominato direttore del Coro della Corte Imperiale. I concerti di Bortnjanskij, generalmente poco sviluppati dal punto di vista armonico e spesso scritti in una tonalità maggiore, presentano una struttura standardizzata. Hanno tre o quattro sezioni contrastanti ma il loro uso è quasi esclusivamente decorativo e cerimoniale, tipico della vita che si svolgeva presso la Corte. La loro popolarità era essenzialmente dovuta alla novità stilistica che apportavano, densa comunque di aspetti retorici. Questa trascrizione del Concerto in Re Maggiore per clavicembalo e orchestra, scritto in un sol movimento, è un brano solare in cui si avvertono chiaramente le armonie del classicismo viennese di Haydn e Mozart. Anche se fu un superbo organista Cesar Franck scrisse relativamente poco per questo strumento sul quale improvvisava talmente bene da guadagnarsi una stimata reputazione e numerosi allievi. Tra le non molte composizioni pubblicate figura la Raccolta “L’Organiste”, una serie di brani per organo od armonium a cui appartiene questa miniatura Offertoire sur des Noёls che Parshin ci propone quasi a raccoglimento dello spirito prima dei due brani finali. Eugène Gigout, musicista e compositore francese, ricevette la sua prima educazione musicale alla cattedrale di Nancy come corista. Organista presso la chiesa di S. Augustin a Parigi per ben 62 anni, prenderà in adozione Léon Boëllmann (anch'egli organista e compositore francese, morto a 35 anni). L'opera di Eugène Gigout è interamente dedicata all'organo. Minuetto e Toccata sono due brani contenuti nella Raccolta 10 Pièces pour Orgue.
Recensione critica di Andrea Angelini