clavicordo, clavicembalo, pianoforte
Percuotere la Mente incontra BWV-Bach
La musica è per me un gioco di specchi, un continuo, infinito e sapiente gioco di specchi. Se ci disponiamo nel punto esatto, possiamo constatare quanto il nostro presente musicale sia costruito sull’immagine del passato e che contemporaneamente il suono del nostro presente proietta la sua immagine nel futuro. I grandi musicisti che hanno segnato la storia, si sono riferiti con studio e rispetto al passato, proiettando nel futuro le loro scoperte. E questo gioco non si è mai fermato. Non sarebbero stati la stessa cosa Bach senza Vivaldi, Mozart senza Bach, Bernstein senza Gershwin, Stravinsky senza Monteverdi, i Radiohead senza i Beatles.
In “Calling Bach” prendo spunto liberamente dal catalogo bachiano cogliendo “spiriti” di semplici linee melodiche, di cadenze, di progressioni. Io non interpreto Bach, io non eseguo Bach. Semmai pongo la sua musica davanti a uno specchio e gioco a spostarne le rifrazioni verso altri specchi. Con due ingredienti principali: la pura improvvisazione – vera pratica barocca - e l’utilizzo di due particolari strumenti ai quali Bach ha dedicato la sua vita. E aggiungo il pianoforte, ma da pianista confesso di essere innamorato perso dei suoni di clavicordo e clavicembalo, suoni che avverto più che mai attuali. Negli “spiriti” di Bach non ci ho mai visto parrucche cotonate, ci vedo da sempre astronavi e soli di altri universi.
Rimini Corte degli Agostiniani - Via Cairoli 40
mercoledì 3 agosto